5 amici di carta da non portare al mare!
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Dato che impazzano le top ten di ciò che non bisogna dimenticare per andare al mare e godersi una giornata di relax, oggi staremo attenti a cosa lasciare assolutamente a casa.
Premesso che il primo pensiero debba essere sempre, ma proprio sempre sempre, rivolto alla protezione solare; come non portare anche un bel libro?
Certamente avrete l’imbarazzo della scelta su quali portare e allora vi lascio qualche piccolo suggerimento su quali non portare mai e poi mai sotto l’ombrellone. E non stiamo parlando di Proust con La Recherche o di Guerra e Pace, ma di quei piccoli capolavori che forse sono poco in linea con la voglia di evadere e di distrarsi che abbiamo con questo caldo.
E allora, banditi siano:
1. L’ insostenibile leggerezza dell’essere, perché il quartetto di protagonisti di M. Kundera non avrà pietà di voi che arrostite al sole e vi metterà di fronte l’ineluttabile flusso della vita, con tutte le conseguenze che esso comporta. Bellissimo, intenso, ma riprendiamolo a novembre!
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2. Infinite Jest di David Forest Wallace. Una sola parola: labirintico. Circa mille pagine che si muovono intorno al tema centrale della dipendenza e che trae origine dallo smarrimento di una cartuccia di un film che è emblema della dipendenza stessa.
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3. Rubè di Giuseppe Antonio Borgese. Una accattivante copertina Mondadori non salverà la vostra vista e la vostra mente da un racconto tutto immerso nella Prima guerra mondiale e nella sua propaganda, con tentativi di un povero avvocato meridionale che tenta di emergere dal suo ruolo di inetto.
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4. Cent’anni di solitudine, Gabriel García Márquez e prima che imbracciate il fucile, pensate un attimo a chi magari si avvicina all’autore per la prima volta e proprio attraverso il best-seller. Mi dispiace, ma lo stile complesso e i nomi sempre simili di generazione in generazione, non lo aiutano di certo ad apprezzare come merita; ancor di meno se il bambino dell’ombrellone accanto al tuo ha iniziato a piangere perché gli è caduto il gelato nella sabbia. Rimandato, non bocciato.
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5. L’Amour la Fantasia di Assia Djebar, per la particolarità di tematiche così insolite e accattivanti ma allo stesso tempo pesanti e ragionate, la playa non è forse la dimensione più adatta. Per capire come mai la scrittura sia un dono avvelenato, una tunica di Nesso nelle mani di una bambina indigena e di una consapevole adulta, probabilmente occorrerà allontanarsi dai granelli di sabbia fastidiosi.
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Unica raccomandazione: l’importante sarà non escludere a prescindere un libro o un autore, perché l’apprezzamento così come l’antipatia vanno affrontati dopo aver toccato con mano di chi si sta parlando o, in questo caso, leggendo.
Alessandra De Paola
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