Primo PianoSociale

Anatomia di una crisi di nervi

Mi è successo di nuovo: ho alzato la voce, ho agitato le mani con fervore, ho lanciato un’occhiataccia di fuoco.

Subito mi è stato detto che sono isterica.

Il mio vicino di casa, per l’ennesima volta, ha parcheggiato la sua auto davanti al mio passo carraio, bloccandomi l’uscita. “Ci risiamo”, ho pensato. Ed eccomi scendere dall’auto, alzare la voce pretendendo che spostasse l’auto, ho agitato le mani come fossero dei ridicoli pennacchi, l’ho guardato male. Volevo solo uscire dal mio maledetto garage con la mia auto. La sua risposta è stata «Però si calmi, sembra isterica!».

Ah, l’isteria, ecco che hai detto la parola magica, caro vicino! Hai appena dissotterrato un meraviglioso lascito della medicina antica che colloca l’origine di ogni problema femminile in un utero un po’ troppo entusiasta, che vaga per il corpo della donna come un palloncino sgonfio sfuggito di mano!

Grazie Ippocrate per esserti inventato una diagnosi, grazie Freud per averla resa psicanalitica, grazie Hollywood per averla spettacolarizzata. Perché niente è più affascinante, irresistibile, drammatico di una donna che perde il controllo per colpa di un utero fluttuante – almeno finché non è tua moglie, tua madre o una tua collega d’ufficio…

Ma qual è l’anatomia della crisi di nervi? Possiamo farle una biopsia?

Fantasticamente, possiamo immaginarla in tre mirabolanti varianti diverse: c’è la versione furiosa, con urla e incazzatura annessa, che porta immediatamente all’accusa di esagerazione (ma hai le tue cose?!); poi abbiamo la versione lacrimuccia, che genera imbarazzo e un rapido allontanamento da parte degli uomini presenti (sia mai che il contagio emotivo li colpisca!); e, infine, c’è la versione silenziosa, quel mutismo gelido che di solito genera panico perché, si sa, quando una donna smette di parlare è pericolosa.

L’uomo non ha un utero, lo sappiamo bene, ma ha crisi di nervi continuamente.

Sì, ma non osate chiamarlo isterico!

I suoi si chiamano scatti di rabbiafrustrazione lavorativa o reazione comprensibile a un’ingiustizia.

Quando un uomo sbatte una porta è assertivo, quando lo fa una donna è instabile. Quando un uomo alza la voce è autorevole, quando lo fa una donna è esagerata. Se lui piange è sensibile, se lei piange è manipolatoria.

Insomma, lo stesso comportamento, due diagnosi diverse. La scienza dell’etichettamento di genere è fantasiosa.

Eppure, la nostra crisi di nervi è un atto sovversivo di resistenza, un’esplosione caleidoscopica in un mondo che premia la compostezza e demonizza ogni deviazione dal controllo. Gli antichi greci e i loro uteri erranti sono roba vecchia e ammuffita, eppure le donne continuano a essere medicalizzate, spettacolarizzate, ridicolizzate ogni volta che manifestano emozioni che non sono docili e contenute.

Forse bisognerebbe porsi altre domande, ma fa più ridere la battuta paternalistica “tesoro, hai il ciclo?”.

A proposito di isteria, la leggenda narra che un tempo si curava con un ingegnoso vibratore. Ora ci affidiamo a pasticche per gestire le emozioni (che tradotto significa reprimerle educatamente).

Peccato, perché forse basterebbe accettare che non c’è nulla di patologico in una donna che esprime il suo dissenso.

E chissà, magari un giorno, quando una donna urlerà, piangerà o semplicemente dirà la sua con assertività, non si sentirà più chiamare isterica. Ma si sa, per questo tipo di evoluzione ci vorrà ancora qualche secolo.

Nel frattempo, tenetevi stretti ai vostri uteri vaganti. Potrebbero avere qualcosa di importante da dire.

Elisabetta Carbone

Leggi anche: PMS: ma hai il ciclo?

Elisabetta Carbone

Sono Elisabetta Carbone, classe ’93, milanese di nascita ma cittadina del mondo. Mi sono diplomata al conservatorio per scoprire che volevo laurearmi in storia. Mi sono laureata in storia per scoprire che volevo laurearmi in psicologia. Dopodiché ho scoperto la sessuologia, ma questa è tutta un’altra storia. Non faccio un passo senza Teo al mio fianco, la mia anima gemella a 4 zampe. Docente, ambientalista, riciclatrice seriale, vegetariana.
Back to top button