Una biblioteca con libri censurati è possibile grazie a Minecraft

Era il 2009 quando venne creato dallo svedese Markus Persson il videogioco di avventura Minecraft.
Il mondo di questo gioco è composto da cubi, dove i giocatori possono estrarre risorse, costruire ed esplorare, ed è diventato il secondo videogioco più venduto della storia.
In Minecraft non c’è solo svago e divertimento, ma anche uno spazio dove poter aggiungere ulteriore cultura al proprio bagaglio tramite una biblioteca digitale.
The Uncensore Library è il nome della biblioteca digitale creata su Minecraft, che contiene articoli censurati nei regimi autoritari, tutti a portata di clic, creata da Reporter Senza Frontiere per aggirare la censura imposta da regimi autoritari. Qui, le parole dei giornalisti censurati in paesi come Egitto, Messico, Russia, Arabia Saudita e Vietnam, possono trovare un rifugio sicuro.
La biblioteca è stata costruita con oltre 12,5 milioni di blocchi e riprende lo stile neoclassico di edifici iconici come la New York Public Library. È composta da varie aree, dedicate ai seguenti giornalisti: Jamal Khashoggi per l’Arabia Saudita, Yulia Berezovskaia per la Russia, Nguyen Van Dai per il Vietnam e Javier Valdez per il Messico, mentre per l’Egitto è stato scelto Mada Masr, un giornale online. Ognuna delle aree possiede diversi articoli vietati disponibili in inglese e nella lingua originale in cui sono stati scritti.
Nel 2020 è stata creata una nuova aula dedicata all’impatto della pandemia sul giornalismo, dove possiamo trovare libri su 10 paesi – Brasile, Cina, Egitto, Ungheria, Iran, Myanmar, Corea del Nord, Russia, Thailandia e Turkmenistan – per mostrare come il virus abbia colpito i rispettivi paesi.
Gli articoli sono scritti in libri interattivi di Minecraft, che non si possono modificare né cancellare. Si può accedere alla biblioteca digitale, e quindi ai libri, scaricando la mappa o collegandosi al server ufficiale, quindi chiunque può accedervi.
In questo modo Minecraft diventa un mezzo di resistenza digitale, sfruttando il potere del gaming per informare le nuove generazioni e dando visibilità del materiale che molti governi vogliono nascondere.
Irene Ippolito
Leggi anche: Il rogo dei libri: 8 libri censurati della storia