Seinen, 6 manga da leggere assolutamente

Nel mondo del manga, dove la diversità dei generi riesce a raggiungere ogni tipo di lettore, il seinen si distingue per la sua capacità di esplorare la complessità e l’intensità dell’esistenza umana.
Sebbene il termine indichi una fruizione “per uomini”, i manga seinen non si rivolgono a un pubblico specifico, ma aprono le porte a un mondo narrativo ricco di riflessioni, conflitti interiori e domande esenti da facili risposte.
Sei pronto a scoprire un mondo di letture infinite? Prova Amazon Kindle Unlimited gratuitamente per 30 giorni! Avrai accesso a oltre un milione di libri e riviste, tra cui romanzi, guide e tantissimi altri contenuti. Non c'è momento migliore per tuffarti nella lettura: approfitta della prova gratuita e esplora senza limiti!
Alla fine del mese, l'abbonamento si rinnova automaticamente a 9,99€ al mese, ma puoi cancellarlo quando vuoi senza alcun impegno.
Mentre gli shōnen si focalizzano su storie di crescita e avventura, i seinen catturano le sfumature più adulte della vita, rivolgendosi a chi ha la maturità per affrontare dilemmi morali, crisi personali e la realtà del tempo che scorre.
Un mondo di ombre e psicologie sfaccettate
Il cuore pulsante del seinen non è l’azione sfrenata, bensì la costruzione di un universo narrativo che affonda le radici nella realtà e nella psicologia dei personaggi, esseri umani logorati da scelte difficili, soggetti alienati, dilaniati da tormenti interiori e spesso vittime di un destino impietoso.
Nel tratto grafico si avverte la medesima maturità. I mangaka prediligono un realismo accentuato nelle proprie tavole, complici di enfatizzare il peso delle scelte dei protagonisti.
Le opere di tale target si fanno spesso veicolo di una o più critiche sociali, tessendo la storia oscura dei personaggi, analizzando con cruda accuratezza il confine tra bene e male. Tuttavia, non parliamo certo di una violenza gratuita, poiché essa si inserisce in una riflessione più ampia sulla società, sul potere e sulla moralità.
Le radici del seinen: dal gekiga ai manga moderni
Negli anni successivi alla sconfitta nipponica nella Seconda Guerra Mondiale, la popolazione giapponese si rifugiò nel cinema e nella letteratura popolare. Un po’ per esigenza, un po’ per andare incontro alle esigenze dei cittadini, tornarono di moda gli Akahon, i libri rossi. Economici ed esenti da censura, i racconti degli Akahon erano per lo più dedicati agli adulti, terreno fertile per la diffusione del “primo” Gekiga, il cui termine fu coniato da Tatsumi. In tal periodo, il nuovo genere esplorava storie segnate dalla miseria, dalla violenza e dalla disperazione: difatti, fu proprio dal gekiga che nacque il seinen moderno.
I capolavori del seinen da non perdere
Il seinen rappresenta una delle vette più alte del fumetto giapponese, distinguendosi sempre e per tematiche mature, e per narrazioni complesse, profonde, forte di argomenti che spaziano dalla filosofia alla politica, dall’introspezione psicologica alla violenza (anche su minori). Alcuni titoli, in particolare, hanno segnato la storia del manga, diventando veri e propri capolavori della nona arte.
Berserk
Berserk di Kentaro Miura è un’opera che trascende il genere dark fantasy, raccontando la disperata lotta di Gatsu, un guerriero nato da una madre morta e maledetto da un destino crudele. L’estetica cupa e la violenza viscerale sono solo il contorno di una narrazione profondamente umana, che esplora il significato della sofferenza e della volontà di opporsi al proprio Fato. Con il suo tratto dettagliato e la costruzione di un mondo tanto brutale quanto affascinante, il compianto Miura ha creato un’opera senza tempo, capace di influenzare intere generazioni di artisti e scrittori.

Akira
Akira di Katsuhiro Otomo è un punto di svolta nella storia del manga di genere cyberpunk e apocalittico. Ambientato in una Neo-Tokyo devastata dal caos e dalla corruzione, il racconto segue la storia di Kaneda e Tetsuo, due giovani che precipitano in una spirale di tragici eventi. Una riflessione estremamente contemporanea sul terrore della tecnologia e sulla fragilità della civiltà. Il suo impatto sulla cultura pop globale è inestimabile, tanto da aver ispirato (e ispirare tuttora) opere cinematografiche, fumettistiche e videoludiche.

Monster
Se il seinen è capace di scandagliare le profondità dell’animo umano, Monster di Naoki Urasawa ne è la prova definitiva. Un thriller psicologico che segue le avventure del dottor Kenzo Tenma nella sua caccia a Johan Liebert, un killer enigmatico e terrificante che lui stesso ha salvato da bambino. Ambientato in una Germania segnata dal passato nazista e dalle ombre della Guerra Fredda, Monster sfida le certezze morali del lettore, esplorando il labile confine sottile tra bene e male. Urasawa costruisce una narrazione tesa e impeccabile, caratterizzata da una galleria di personaggi straordinariamente sfaccettati.

Vagabond
Basato sul romanzo Musashi di Eiji Yoshikawa, Vagabond di Takehiko Inoue è una vera e propria opera d’arte, come tutti i lavori del mangaka. Forte di uno stile straordinario e realistico, Inoue racconta la vita del leggendario samurai Miyamoto Musashi, trasformando ogni battaglia in una danza di sangue e filosofia. Il manga esplora concetti profondi quali la forza interiore o la spasmodica ricerca della perfezione, puntando il focus sulle elucubrazioni circa il significato della vita. Ogni tavola di Vagabond è un dipinto, ogni pagina un frammento di poesia.

L’Immortale
Avremmo potuto consigliare Lone Wolf & Cub, ma abbiamo deciso di optare per un’opera altrettanto potente, in grado di unire l’azione feroce del chanbara a una profonda riflessione sull’immortalità. Samura con L’Immortale segue le vicende di Manji, un ronin maledetto dall’eternità, costretto a cercare la redenzione uccidendo uomini malvagi. Lo stile grafico del mangaka, che mescola tratti tradizionali giapponesi con un dinamismo più moderno, dona all’opera un’identità visiva unica. Oltre alla spettacolarità dei combattimenti, L’Immortale si distingue per la sua profonda riflessione sulla vendetta, sulla redenzione e sul peso della vita eterna, più una maledizione che una benedizione.

Ikigami
Ikigami di Motorō Mase cattura perfettamente il terrore di protagonisti che si trovano faccia-a-faccia con la morte. L’autore costruisce una narrazione potente e priva di fronzoli, colpendo il lettore con una lucidità terrificante, raccontando le ultime ore di vita dei cittadini giapponesi. Le reazioni dei “condannati a morte” variano: c’è chi sceglie la vendetta, chi cerca la redenzione, chi abbraccia il destino con rassegnazione.
Ma il punto di vista che accompagna il lettore nel corso dei volumi è quello di Kengo Fujimoto, giovane impiegato incaricato di consegnare gli ikigami, messaggi di morte. Kengo comincia pian piano a dubitare della legittimità di un sistema che trasforma la morte in un meccanismo burocratico, spingendolo a interrogarsi sul vero significato di giustizia.

Non solo un target
Il seinen non è solo un target narrativo, bensì un’esperienza che scuote l’anima. Con la sua ricchezza emotiva e intellettuale, ci offre uno spaccato di vita che non ha paura di affrontare le sue contraddizioni e oscurità. In un mondo sempre più incline alla superficialità, le profonde e introspettive storie appartenenti a questo target ci invitano a confrontarci con il dolore, la perdita e la solitudine.
Federica Polino
Leggi anche: L’evoluzione della donna nei manga